Cristina D’Alberto e la sua Greta in Upas

Cristina D’Alberto e la sua Greta in Upas


Torna dopo dodici anni sul set di Upas e il suo è uno dei personaggi più interessanti del momento. Non più e non solo per il rapporto controverso con Roberto Ferri (Riccardo Polizzy Carbonelli) ma perché Greta, interpretata da Cristina D’Alberto, ora è a Napoli con la figlia adolescente Cristina. Che, tra attacchi di panico e innamoramenti sbagliati, le dà filo da torcere.

Cristina dopo tanti anni lontana dal set di Un posto al sole, com’è questo ritorno?

«È stato una grande gioia, perché è coinciso con la mia voglia  di tornare. Era il momento giusto, perché avevo deciso di fermarmi un po’ col lavoro per crescere mia figlia, ora è un po’ più grande e il rientro in Un posto al sole è venuto al momento giusto per la mia vita. E anche per Upas lo era, per poter raccontare di nuovo Greta dove fosse finita in tutti questi anni, essendoci anche una figlia con Ferri: prima o poi era anche giusto  raccontare che fine avesse fatto e proporre una nuova storia per questo personaggio».

Tornare a Napoli le fa piacere?

«Napoli è casa per me. Qui incontro ogni giorno dei sorrisi che da altre parti non trovo. Il clima sul set così come l’ho lasciato, l’ho ritrovato, con la grande  famiglia che avevo lasciato. Io ci sto bene, vado al lavoro proprio felice. Non vorrei essere in un altro posto».

E la storia ora è molto quella tra Greta e Cristina e sul loro rapporto controverso.

«Quando si è di fronte a ragazzi in età adolescenziale,  penso che sia pressoché impossibile bypassarne la fase turbolenta, per qualunque famiglia. Poi Cristina ha anche perso il suo punto di riferimento maschile che era Eduardo, venuto a mancare per un incidente, e si ritrova con una madre separata e un padre come Ferri. Insomma è un momento di grandi turbolenze, di fatica e di sbagli. Nelle serie si sbaglia tanto, si sa, e anche in Upas… Vediamo come andrà a finire. Per me intanto è una cosa molto stimolante perché nella realtà ho una bambina un po’ più piccola e quindi diciamo che già faccio esperienza, in qualche modo, di come sarà tra qualche anno anche con la mia».

È un bene che in Upas si parli anche del mondo degli adolescenti? Dei loro attacchi di panico, del loro disagio?

«Credo che sia importante parlarne, soprattutto in una lunga serialità come può essere quella di Un Posto al Sole, che racconta i fatti della quotidianità, di amori, di drammi, di cose che succedono davvero nell’attualità. Non è un caso se quando è Natale nella vita reale lo è pure in Un posto al sole. È una serie che da sempre ci tiene tantissimo a raccontare quello che davvero succede “fuori”, offrendo spunti di riflessione. Tutti gli argomenti vengono trattati in maniera delicata però portando in Upas la realtà, tant’è vero che sui social vengono molto seguiti e discussi, diventano materiale di cui parlare anche in famiglia. Non c’è mai crudeltà ma sempre il lieto fine».

Servono come esempi da seguire?

«Si tratta comunque fiction, quindi non devono essere per forza esempi da seguire, perché quello lo troviamo comunque in famiglia, secondo me, dai genitori, in questo caso visto che parliamo di ragazzini. Non da una fiction,  non da canzoni, non da autori. Il buon esempio viene dato da come viene affrontato l’argomento in famiglia. Però è un bene che se ne parli e che vengano trattati questi temi, perché possono essere uno spunto anche per affrontarli in casa».

Greta intanto è passata dalla femme fatale a fare la mamma. Lei in quale dei due panni si riconosce di più?

«Greta è una donna, allora era più una ragazza, la femme fatale oggi non andrebbe bene per lei più di tanto. Anche se il personaggio è sempre quello, non viene completamente snaturata né diventa un’altra. Se dovessi dire in quali panni sto meglio, sono quelli della donna più tranquilla, che non deve più smuovere troppi animi per essere qualcuno. Greta ha sempre avuto una personalità forte, e quella attuale è una donna più risolta, anche se ci sono persone che risolte proprio non lo sono mai».

E con Ferri come va?

«Al momento la questione riguarda Cristina, lui pare che voglia recuperare il tempo perduto e quindi c’è un nuovo incontro a metà strada,  perché Ferri si rende conto di aver perso tanti anni e vuole essere più presente. Per Greta poi, avendo perso anche il compagno, la presenza di un padre per la figlia è una cosa importante. Al momento ci manteniamo nella sfera del rapporto della famiglia allargata».

Quale indirizzo darebbe  al suo personaggio per il futuro? Quale tema secondo lei bisognerebbe rappresentare di più, anche attraverso Upas?

«Bisognerebbe raccontare il rispetto, soprattutto per quanto riguarda i ragazzini che stanno crescendo. Per cui il rispetto in famiglia, per i nonni, per le persone che hanno bisogno. Credo che la parola che racchiude un po’ tutto sia proprio questa e che in ogni fine storia, seppur drammatica, che si dia l’esempio raccontando che senza rispetto le cose non finiscono bene».