“La Promesa” tocca il cuore: Santos muore da eroe e Manuel si dichiara a Julieta

Martedì 2 giugno ha regalato a “La Promesa” due momenti che faranno molto discutere. Santos se n’è andato così come ha vissuto: senza risparmiarsi in nulla. E Manuel, vegliando Julieta incosciente, ha confessato ad alta voce ciò che da tempo non riusciva più a tacere.

Manuel e Santos in “La Promesa” – RTVE/vemosTV

L’episodio 847 di “La Promesa”, trasmesso martedì 2 giugno su La 1, ha lasciato due grandi scene e molti momenti che difficilmente i fan della serie potranno dimenticare. Nella zona della servitù, Santos salutava ogni singola persona che aveva fatto parte della sua vita a palazzo, consapevole che gli restavano ormai poche ore. Al piano nobile, Manuel non si schiodava dal capezzale di Julieta, ancora priva di sensi, sussurrandole ad alta voce cose che si teneva dentro da tempo. Due trame che si sono svolte quasi in parallelo e che, insieme, definiscono uno degli episodi più duri della stagione.

Santos si congeda: “Non ho saputo vivere bene la mia vita, ma almeno voglio morire bene”

Il dottor Peribáñez non ha lasciato speranze. Il proiettile era passato sfiorando il cuore, danneggiando diversi vasi sanguigni, e né l’operazione né il trasferimento in ospedale erano opzioni praticabili.

Ricardo è stato incaricato di comunicarlo a suo figlio, e Santos lo ha capito ancor prima che il padre aprisse bocca: è bastato guarManuel pide a Julieta que luche por su vida en La Promesadarlo in faccia per sapere che non c’era via d’uscita.

Ciò che è venuto dopo la dice lunga sul personaggio che questo lacchè era diventato nel corso della serie. Santos ha rifiutato i farmaci. Non voleva trascorrere le sue ultime ore intontito. Voleva essere lucido, congedarsi da ogni compagno come meritava e chiedere perdono laddove ce n’era bisogno. “Non ho saputo vivere bene la mia vita”, ha ammesso, “quindi, per lo meno, voglio morire bene”.

Uno dei congedi più intensi è stato quello con Vera. Santos era arrivato a palazzo essendo una persona molto diversa da quella che se ne andava, e parte di quella storia includeva momenti con lei di cui non andava fiero. Il lacchè ha iniziato a parlare senza giri di parole, affrontando il modo in cui l’aveva costretta a essere la sua fidanzata e le aveva fatto pressioni, ma Vera lo ha interrotto dicendogli che era perdonato: “Come potrei non perdonarti, se è grazie a quello che hai fatto che oggi sono qui? Ti devo la vita”. Santos ha potuto solo prometterle che ci sarebbe stato per proteggerla, anche se non avrebbe più potuto farlo da questo mondo.

Con suo padre l’addio è stato diverso, più intimo, con il peso di tutto ciò che non avevano avuto il tempo di essere l’uno per l’altro. Entrambi si sono chiesti scusa: “Siamo stati una coppia di idioti”, ha riassunto Ricardo. “Almeno abbiamo aperto gli occhi in tempo”.

Il lacchè gli ha confessato che gli sarebbe piaciuto avere più tempo, poter condividere più momenti da padre e figlio, ma che se ne andava in pace perché aveva sentito il suo affetto. “Lei è il miglior padre che avrei mai potuto avere”, gli ha detto. Ricardo ha potuto solo rispondere con un “ti voglio tanto bene, figlio mio”. Santos ha chiuso gli occhi con la mano di suo padre stretta tra le sue.

Manuel davanti a Julieta: “Io ero nell’oscurità e tu mi hai portato la luce”

Mentre nella servitù Santos diceva addio per sempre, al piano nobile Manuel passava le ore senza allontanarsi dalla stanza di Julieta. La giovane era ancora incosciente dopo l’intervento d’urgenza del dottor Peribáñez, e suo marito Ciro brillava per la sua assenza. Manuel, al contrario, non si muoveva di un millimetro.

La situazione gli aveva riportato a galla, all’improvviso, tutto ciò che aveva vissuto con Jana. Lo stesso tipo di sparo, la stessa zona, lo stesso foro d’entrata e d’uscita senza intaccare organi vitali. Lo ha raccontato a suo padre con un misto di paura e sconcerto: “È come se il destino volesse tirarmi un brutto scherzo”. Anche con Jana aveva vegliato intere notti, anche a lei aveva parlato all’orecchio con la speranza che potesse ascoltarlo, anche di lei si era preso cura con tutto se stesso. E non era servito a nulla, l’aveva persa.

Seduto accanto al letto di Julieta, Manuel ha parlato. Le ha ricordato tutto questo, le ha detto che non poteva permettere che accadesse di nuovo, e ha finito per dirle ciò che da tempo cercava di dissimulare: “Sei diventata una persona molto importante nella mia vita, e mi terrorizza l’idea di pensare che tu possa andartene dal mio fianco”. Le ha parlato delle chiacchierate in sospeso, delle risate che non si erano ancora fatti, di tutto ciò che restava da scoprire l’uno dell’altra.

Manuel e Julieta – RTVE/vemosTV

E poi è arrivata la frase che ha detto tutto: “Io ero nell’oscurità e tu mi hai portato la luce”. Manuel sta cercando da mesi di rimettere insieme i pezzi dopo la morte di Jana. Julieta è stata, senza che nessuno dei due lo avesse cercato, la persona che ha iniziato a restituirgli qualcosa di simile alla gioia. Lui lo sa. E ora lo ha detto ad alta voce, anche se lei non poteva sentirlo. “Lotta per la tua vita, aggrappati a essa. Non lasciarmi solo, ti supplico”, ha concluso implorandola.

Ciro non ha impiegato molto a rendersi conto che qualcosa era cambiato. La preoccupazione di Manuel per Julieta non è quella di qualcuno che veglia sulla moglie di suo cugino. È qualcos’altro. E i prossimi capitoli, con Julieta ancora in condizioni critiche e Manuel senza alcuna intenzione di allontanarsi, costringeranno tutti a dare un nome a tutto questo.El adiós de Santos y la confesión de Manuel a Julieta desgarran La Promesa